Basic instinct

siriani-in-stazione

Stanotte ho incrociato con gli occhi lucidi il racconto di un uomo…

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Ad emozionarmi non è tanto stata la descrizione di quei poveri Cristi in cerca di dignità e libertà: le immagini e gli umori di questo esodo biblico traspirano in continuazione, da ogni dove, e non mi hanno mai lasciato indifferente. Ad avermi dato sconquasso è la forza di questa istantanea istintiva sul come la vita di un uomo possa cambiare dentro quando ci si trova faccia a faccia, senza filtri, con il dramma di altri uomini, di donne e di bambini.

Sono certo che Emanuele non dimenticherà quei pochi istanti in cui lui, transitante per quella stazione in direzione di un letto su cui riposare, ha incrociato il destino di chi, con un neologismo, è definito ‘profugo transitante’, diretto verso posti dove poter far riposare (e per sempre) il proprio calvario terreno. I destini si sono evidentemente separati subito, ma la traccia che rimette in discussione e ribalta le proprie certezze di uomo libero e ‘privilegiato’ (con l’inevitabile bagaglio di pregiudizi e chiusure) resta. Resta ‘quell’odore di persone che fuggono dalla morte per inseguire la vita’. Cambia la prospettiva.

Conosco, seppur superficialmente, Emanuele: da oggi mi ha regalato una conoscenza più profonda del suo mondo interiore. Mi ha dato la voglia di immaginare tanti Emanuele sconosciuti, mentre attraversano in questi giorni atrii e piazzole di stazioni piene di donne, bambini e uomini transitanti.

Immagino il loro sconquasso, non la loro indifferenza. Immagino il loro silenzio rispettoso, non le urla da ennesimo replicante di chi semina odio e intolleranza cieca per il proprio tornaconto politico. Immagino non il ritorno allo stato barbarico-primitivo, ma il ricongiungimento personale con le radici naturali della solidarietà umana, quelle che sanno rompere il cemento delle nostre certezze. Immagino la pancia di chi transita di fronte ai transitanti: non quella famelica ed egoistica del ‘mors tua, vita mea’. Ma quella di un basic instinct che solo il contatto diretto, visivo, olfattivo, con esseri umani in lotta tra vita e morte, sa far scaturire.

Vorrei che tutti questi Emanuele transitanti potessero trasmetterci, con orgoglio, senza vergogna e senza timore di essere tacciati come buonisti, un pezzo del loro basic instinct, che sicuramente esiste.
Per il momento questo è il basic linkstinct di Emanuele, al quale dico grazie per avermi dato emozione e speranza.

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