VENEZIA. HO PERSO, HO SBAGLIATO, HO DIRITTO AD AVERE UN’OPPOSIZIONE DA SUBITO.

megafono1

“Ora non è il momento delle polemiche,

delle accuse reciproche e delle rese dei conti:

avremo tempo e modo per analizzare la sconfitta”.

Persino questa monumentale frase-standard, divenuta in poche ore molto trendy nel PD veneziano ed utilizzata sostanzialmente per coprirsi (tra tutti e a vicenda) le spalle, può essere annoverata nell’elenco degli errori.

Perché non c’è tempo. Perché, una volta fatto un inventario spannometrico degli sbagli e dei responsabili che hanno portato alla sconfitta di Casson, si può tranquillamente calcolare che servirebbero dai 5 ai 6 mesi di tempo per scansionarli ed analizzarli uno per uno. Bisognerebbe aprire una commissione d’inchiesta, previe primarie per nominare i commissari d’inchiesta, e poi bisognerebbe ristrutturare un’ala intera di via Cecchini per insediarvi un archivio pieno zeppo di faldoni degli errori, ognuno catalogato con cura e con i nomi dei colpevoli, vergati col sangue del reo inconfesso.

  • Tu non hai volantinato! FILA 3, SCAFFALE 11!
  • Tu sei disgiunto! Faldone Buffetti: QUELLO NERO!
  • Tu non hai fatto nemmeno un mezzo endorsement su Facebook! CHIUDI IL PROFILO, INCORNICIALO E APPENDILO ALLA PORTA DELL’ARCHIVIO!
  • Ah, sei tu Tony Mendez? COGLIONE! REPARTO DOCUMENTI DA ROGO!

Alla fine, dopo aver confezionato questo gigantesco archivio degli scheletri, una mano pietosa darebbe una quadrupla mandata di chiave alla porta blindata e nessuno oserebbe riaprire mai più quel museo degli orrori. Se non altro per non rivedere la propria quota parte della disfatta, quella che mozza di netto il proprio indice puntato sugli altri.

Tutto inutile dunque. Tempo perso. E di tempo non ce n’è.
Chi pensa che si possano attendere altri 5 mesi per fare un congresso del PD locale, lasciando alla libera iniziativa il ruolo di doverosa opposizione che attende questo partito e tutto il centrosinistra, gioca i tempi supplementari della partita degli errori.

Chi pensa che si possa trovare in questo lasso di tempo una nuova leadership, sa benissimo che è un modo ipocrita di dilazionare i tempi. Non ci sono leader nuovi all’orizzonte. Anche i Molina e i Pellicani hanno fallito: hanno ottenuto consenso personale effimero, buono per le primarie o per l’elezione in Consiglio comunale, ma che un secondo dopo si è svuotato, riversandosi in buona parte nel carniere di Brugnaro e del centrodestra. Sia in termini di voti che di persone elette nello schieramento dell’avversario.

Per carità, si facciano pure tutte le assemblee, i dibattiti e i congressi del mondo. Ma nella migliore delle ipotesi un congresso, per quanto legittimo e logico, non porterà ad alcun cambiamento sostanziale: la materia prima a disposizione resta quella. Semmai si rimescolano carte e pedine e, al massimo, chi prima era tra i semi-peones passa in prima fila. Semmai la materia prima ha il dovere di cambiare se stessa, il modo di pensare e di agire.

Il cambiamento, se arriverà, potrà essere ottenuto solo con l’immediata azione di opposizione: solo questa consente di entrare nelle viscere dei problemi. Di prendere finalmente posizione [non con eterni balbettii ed indecisioni che sfiancano l’apparato (riproduttivo)] su ogni questione o progetto che riguarda le nostre città. Di ascoltare davvero, con occhio vispo e non da triglia, le ‘antenne’ della città che ormai sono andate smarrite da tempo. E’ attraverso l’attività di opposizione che, come in una selezione naturale, si imporranno le persone più capaci ed incisive nel ripristinare fiducia e consenso.

Non c’è tempo da perdere. L’opposizione inizia da oggi e non può essere lasciata esclusivamente nelle mani di una sparutissima pattuglia di consiglieri comunali, tra cui un ‘muto’ che raccoglie grandissimo consenso a Trivignano, un ex assessore della giunta Orsoni che rischia le spernacchiate in aula ad ogni fervorino ed una giovane esordiente che, per quanto brava, dovrà pur farsi le ossa.

Io ho votato PD e ho votato Casson. Alle primarie, al primo turno e al ballottaggio. Ho perso, ho sbagliato quota parte, ma ho diritto ad avere un’opposizione che mi rappresenti. Da subito, non dopo mesi e mesi di ‘analizzeremo i dati’, ‘colpa mia, colpa tua colpa, del can’, ed appelli mariani al ‘non facciamo rese dei conti’.

Qualcuno lascerà la politica, lascerà il PD o si dimetterà in queste ore? Bene. Nessuno si dimetterà dai ruoli dirigenti, di segreteria, di direzione, circolo e quant’altro? Bene: ma non se ne stia in attesa dell’eventuale crocifissione e coordini l’opposizione. Dimostrando per primo di saper cambiare dentro o di saper essere saggio nel lasciarsi sorpassare da chi ha più talento, benzina & coglioni da mettere sulla lunga strada della ‘riconquista’ della città.

Ligabue cantava:
‘…Non è tempo per noi che non ci svegliamo mai… Abbiam sogni però troppo grandi e belli sai…’

Non so se è una stronzata appartenente ad una di quelle canzoni, sempre uguali a se stesse, di Ligabue. Però, nel bene e nel male, suona da riscossa. Almeno da scossa.

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