GALAN-CROCETTA A ‘LA ZANZARA’: IL SUICIDIO COME DISGUSTOSA ARMA DI DIFESA.

CROCETTA22 luglio, Rosario Crocetta: “Non mi sono suicidato perché è intervenuto un procuratore perbene, Lo Voi, uno che si batte per la verità, uno apolitico. Lo ringrazio. Ho pensato davvero di ammazzarmi e lo avrei fatto subito dopo l’uscita della notizia. Ma è arrivato il mio avvocato che mi ha preso in albergo, mi ha portato nel suo studio e mi ha detto che il procuratore stava verificando la notizia. Senza quel giudice sarei una larva umana, è moralmente possibile tutto questo? Possiamo vivere in un paese così? Avevo trovato su internet un modo veloce, sicuro, in modo che nessuno mi potesse salvare. Visto che non possiedo armi, mi sono chiesto: come mi ammazzo in modo che nessuno mi salvi? Pensavo alle tecniche che dovevo adottare per evitare l’arrivo di qualcuno, ho anche i militari sotto casa e un collaboratore vicino a me. Ma ho trovato un metodo facile, semplice. Lo avevo trovato ma non lo dico per paura delle emulazioni”.

epa02988519 Italian Minister for Culture Giancarlo Galan arrives for the premiere of the movie 'Il cuore grande delle ragazze' at the 6th annual Rome Film Festival, in Rome, Italy, 01 November 2011. The movie by Italian director Pupi Avat is presented in competition at the film festival that runs from 27 October to 04 November.  EPA/CLAUDIO ONORATI

24 luglio, Giancarlo Galan: “Se ho pensato al suicidio? Ci ho pensato molte volte e continuo a farlo, le modalità lasciamole stare ma ci ho pensato moltissimo. Per suicidarsi ci sono modalità molto semplici. Basta prendere una delle corde con cui ancoravo la mia barca e si fa un nodo. Ci penso spesso. Mi blocca mia figlia, mia moglie e mia figlia, e poi gli amici, che sono rimasti in pochi. Molti sono scomparsi. Sono innocente, non ho preso un euro – sottolinea Galan – e ho patteggiato solo per la mia famiglia. Mia figlia pensava che io non tornassi per odio nei suoi confronti. Rifarei tutto, anche il patteggiamento perché quando ero in carcere non c’erano alternative. Non é vero che in Italia non c’è la carcerazione preventiva. Sono molto depresso, chi non lo sarebbe?”.

E’ abbastanza impressionante constatare come, a distanza di due giorni, due presidenti di Regione, uno ex e l’altro quasi, rilascino alla stessa trasmissione radiofonica, ‘La Zanzara’ su Radio 24, due interviste-confessione dagli stessi contenuti-choc.

Giancarlo Galan (agli arresti domiciliari dopo il patteggiamento per corruzione nella vicenda Mose) e Rosario Crocetta (secondo una presunta intercettazione rivelata dal settimanale L’Espresso è lui il muto ascoltatore telefonico delle parole deliranti del primario Matteo Tutino, che chiede di ‘far fuori’ Lucia, la figlia di Paolo Borsellino ‘così come è stato fatto fuori il padre’) parlano entrambi del loro suicidio mancato, sventato.

Con tutto il rispetto umano per i risvolti umani che queste due persone sicuramente vivono, mi riesce difficile non cogliere in questa coincidenza di confessioni radiofoniche (ad una trasmissione che ha fatto del clamore la sua ragione di vita e di successo) un gusto abbastanza disgustoso.
I loro resoconti hanno il sapore di un fine-vita politico poco dignitoso. Entrambi usano il suicidio come arma, estrema, di difesa da accuse e giudizi. L’ultima spiaggia per salvare la loro immagine, per dichiarare la loro innocenza.

Dicono che chi vuole suicidarsi per davvero non lo dice a nessuno. Non so se è vero.
Però resto dell’idea che usare il suicidio come megafono del canto del cigno politico sia davvero un insulto.

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