Brugnaro-Donà su Televenezia: fucili puntati contro un pezzo di democrazia.

Brugnaro-Donà su Televenezia.“Lei è un sindaco vulcanico… Lei quando va in giro per le strade viene continuamente acclamato… abbracciato… è davvero il sindaco delle novità. In queste sei settimane è riuscito a fare davvero molte cose con un bilancio sull’orlo del default…”.

La claque è superflua, le ragazze pon pon (vogliamo una B, vogliamo una R, vogliamo una U….) distrarrebbero l’attenzione, Torcello. Televenezia.le trombe da stadio disturberebbero l’acustica. Perché la prima puntata della trasmissione ‘Il Sindaco Luigi Brugnaro risponde’, andata in onda su Televenezia, basta e avanza da sola per Carpenedo. Televenezia.riassumere ogni manifestazione di entusiasmo alle stelle nei confronti del primo cittadino. Anzi, nei confronti di un vero e proprio Re, visto che la trasmissione lo dipinge come ‘sindaco delle Città di Venezia’, di zone e quartieri che vengono descritti testualmente come ‘tutti regni da scoprire, tutti regni da cambiare’.

Peccato che a riassumere tutte le parti in commedia sia una giornalista professionista, Maria Stella Donà, chiamata a Maria Stella Donà.condurre, o meglio a fare la sparring partner di Brugnaro, monarca assoluto di un monologo giocato a tutto campo. Una trasmissione che è una goleada monumentale, a schema unico: Donà serve l’assist (‘Sindaco delle novità’, ‘Redentore: un successone…’, Cosa dice sulla ZTL a chi, anche a Mestre, le dice FORZA, DAI, CARICA?’) e Brugnaro scarica puntualmente in rete tutto il suo repertorio di fromboliere.

Di palla al centro manco se ne parla: non esiste contraddittorio, teoricamente, al massimo, le voci critiche possono rivolgere al sindaco qualche domanda tramite Twitter o e-mail (Brugnaro però assicura che dalla prossima puntata vuole mettere gli sms…). Persino la stessa Donà, quando accenna ad una mezza domanda che la possa avvicinare allo stadio di Giornalista Erecta, viene raddrizzata da Brugnaro: ‘aspetta un attimo che finisco questo discorso…’.


Sostanzialmente, se Brugnaro avesse tenuto un programma autogestito non ci saremmo accorti della differenza. Ma purtroppo è la realtà ad essere differente. Dato per scontato che per molti andrò ad eccepire una questione di lana caprina, mi chiedo: è naturale che l’assist…ente Maria Stella Donà sia una giornalista?

Secondo me, no.

In primo luogo perché – malgrado la Donà non manchi di precisare che si tratta di uno ‘spazio che Televenezia offre ai cittadini e offre a Luigi Brugnaro’ – ho l’impressione che questa sia una trasmissione troppo prona per non essere a pagamento e per non essere dunque un redazionale. 
Pubblicità insomma. Mascherata (pessimamente) da contenitore di informazione. Ma indiscutibilmente pubblicità politica, a beneficio esclusivo di Brugnaro.

Giovanni Vindigni.

Giovanni Vindigni.

Il tutto finanziato con soldi che, sempre andando a naso, Brugnaro spende di tasca propria e versa nelle casse dell’emittente di Giovanni Vindigni. Un’emittente, Televenezia, che come non poche, naviga in acque incerte. Difficile, davvero arduo pensare che un’ora di trasmissione (più varie repliche) con il primo cittadino sia offerta, missionariamente, a titolo gratuito, da Televenezia e da Vindigni per amore della città. Per amor di patria è logico e legittimo invece che Vindigni e Televenezia incassino da Brugnaro, chessò, 1.000 euro a trasmissione.

Se le cose stanno così, personalmente non mi straccio le vesti.

Se le cose stanno così però, Maria Stella Donà si trova nel posto sbagliato. La Carta dei doveri del giornalista, ad esempio, alla voce ‘Informazione e pubblicità’, ci dice infatti che ‘I cittadini hanno il diritto di ricevere un’informazione corretta, sempre distinta dal messaggio pubblicitario e non lesiva degli interessi dei singoli. I messaggi pubblicitari devono essere sempre e comunque distinguibili dai testi giornalistici attraverso chiare indicazioni. Il giornalista è tenuto all’osservanza dei principi fissati dal Protocollo d’intesa sulla trasparenza dell’informazione e dal Contratto nazionale di lavoro giornalistico; deve sempre rendere riconoscibile l’informazione pubblicitaria e deve comunque porre il pubblico in grado di riconoscere il lavoro giornalistico dal messaggio promozionale’.
 E ancora…. ‘La responsabilità del giornalista verso i cittadini prevale sempre nei confronti di qualsiasi altra. Il giornalista non può mai subordinarla ad interessi di altri e particolarmente a quelli dell’editore, del governo o di altri organismi dello Stato’.


Quindi: un redazionale non può, non dovrebbe essere condotto da un giornalista. Senza tralasciare il fatto che non c’è nemmeno una traccia di microscopico sottotitolino che dica ‘trasmissione a pagamento’.

TRASMISSIONE A PAGAMENTO???? MA QUANDO MAI!!!??? GIAMMAI, VILI MARRANI !!!

Dando per scontato che questa sarebbe l’ipotetica risposta di Brugnaro, Donà e Vindigni a questa ipotesi di trasmissione a pagamento, passo alla seconda ipotesi: la trasmissione è gratuita.

Per almeno una decina di volte Brugnaro, nel corso del suo comizio-tv ha ripetuto due parole: OPERAZIONE-VERITA’.

Operazione-Verità.

Operazione-Verità.

Il sindaco le ha declinate in varie salse, su vari argomenti ma con un unico destinatario: ‘i cittadini, che devono sapere come stanno le cose’. Operazione-Verità è il vero obiettivo della trasmissione: una verità ovviamente monocratica. Che tocca il suo apice sul finale di partita.

E’ qui che la coppia Brugnaro-Donà sfodera una doppietta d’autore.
Doppietta nel senso di assist Donà-rovesciata al volo Brugnaro.
Ma doppietta anche nel senso di fucile.
Destinatari delle fucilate: i giornalisti.

Brugnaro non è nuovo allo sport del tiro al piattello contro la categoria. Già in campagna elettorale si era esibito, polpastrellu militari, in una mitragliata di Twitter offensivo-minatori sparati contro Roberta De Rossi, giornalista de La Nuova Venezia, accusata di ostile partigianeria. Poi chiese scusa ma non rinunciò a scrivere una lettera alla testata nella quale richiamava tutti all’ordine e alla deontologia.

Poi, nelle primissime settimane di amministrazione, Brugnaro ha messo nel suo carniere i giornalisti che frequentano di consuetudine Cà Farsetti, sede del Comune, sbarrando loro porte, spazi e corridoi che fino a ieri erano aperti alla libera e democratica deambulazione di stampa. Contemporaneamente ha maltrattato en plein air l’addetto stampa della sua campagna elettorale, Alvise Sperandio, che guarda caso ha gettato la spugna nei giorni scorsi. Infine ha sferrato un attacco in stile berlusconiano nei confronti del giornalista della Tgr del Veneto, Davide Calimani, reo di aver fatto una domanda (normale per un giornalista, evidentemente irritante per il sindaco) e per questo bollato come ‘COMUNISTA!’.

Di fronte a questo palmares olimpico, che fa Maria Stella Donà?
Prende la doppietta e la porge nelle mani di Brugnaro.

Tiro al piattelloIl PULL!!! scatta nel momento in cui la conduttrice introduce la vicenda dei turisti beccati dal sindaco mentre con la loro automobile sostavano in Piazza Ferretto, proprio di fronte all’hotel di cui erano ospiti: “un episodio che è stato oggetto di continui attacchi della stampa!”.

Brugnaro inquadra i piattelli volanti e spara così: “…la Nuova Venezia ha raccontato un feedback che non so chi gli ha messo in testa… Ha pubblicato un articolone di Gianluca Codognato dove c’è scritto che io avrei offeso queste persone, con in più il proprietario dell’albergo che dice che dovrei chiedere scusa… e mi fa fare la figura del barbino… e in fianco a questo articolone c’è un altro articolo dove intervistano il famoso Nicola Pellicani (giornalista de La Nuova Venezia, eletto consigliere comunale con la Lista Casson, dunque all’opposizione di Brugnaro) che si dichiara scandalizzato…Pellicani è stato ri-assunto dal giornale… E il Presidente dell’ordine dei giornalisti non ha niente da dire….?… E volete sapere chi è Gianluca Codognato? E’ l’addetto stampa della Fondazione Pellicani…. Io faccio un’operazione-verità: la prossima settimana mi porto un computer e vi faccio vedere queste operazioni scorrette….”.

Un fiume in piena di fronte al quale la Donà oppone la sua diga difensiva invocando la par condicio. Par condicio nel senso di auspicare perlomeno una replica a chi viene chiamato in causa da Brugnaro? Neanche per sogno…

“Allora… per par condicio – dice la Donà – bisogna anche parlare del Gazzettino…”.

Un abstract di Televenezia con i contenuti della prima puntata.

Un abstract di Televenezia con i contenuti della prima puntata.

E via con il secondo PULL!!:

“Sì – racconta Brugnaro – ero alla conferenza stampa sulla gestione del Mose con il Ministro e con Zaia… Enrico Tantucci (giornalista de La Nuova Venezia) fa una domanda su chi farà la gestione del Mose… Zaia prende il microfono e dice, legittimamente, che la Regione non la farà… Io poi prendo la parola e dico che la farà Comune di Venezia, è giusto che la faccia la città… Risultato? Il giorno dopo il titolo della prima pagina del Gazzettino è: ‘Scontro per la gestione del Mose’.

Il sindaco tira le conclusioni: ‘Uno (inteso come cittadino medio) che legge velocemente… poi gli resta il titolo, gli resta l’idea che ci sono problemi…. Ecco perché voglio fare l’Operazione-Verità…”.

La Donà annuisce, tace. Si compiace, è complice. Passa alle battute conclusive.

L’Operazione-Verità che Brugnaro vuole realizzare è molto semplice: raccontare la sua verità, screditando il ruolo dei giornalisti nel raccontare i fatti. L’obiettivo è chiaro: sostituirsi ai giornalisti e diventare agli occhi dei cittadini come l’unica voce fedele ed oggettiva su come stanno le cose. Il tutto attraverso un’ora settimanale di torrenziale trasmissione di Operazione-Verità, cui i cittadini sono chiamati ad abbeverarsi.

Maria Stella Donà (che questa messinscena sia a pagamento o a titolo gratuito poco importa) si fa complice ed artefice di questa operazione, calpestando ogni tipo di etica deontologica, ogni norma di leale comportamento professionale. Di fatto, decide di spogliarsi del suo ruolo di giornalista. Decide di fare carta igienica di quel nero su bianco che dice che…‘La responsabilità del giornalista verso i cittadini prevale sempre nei confronti di qualsiasi altra. Il giornalista non può mai subordinarla ad interessi di altri…’.

Decide insomma di servire una causa che sta all’esatto opposto di quella che dovrebbe essere connaturata al suo ruolo di giornalista. Si schiera contro lo stesso giornalismo. Nei confronti del quale è legittimo elevare critiche. Non certamente imbracciare doppiette che, grazie a questa trasmissione, saranno perennemente puntate su un pezzo di democrazia di questa città.

  1 comment for “Brugnaro-Donà su Televenezia: fucili puntati contro un pezzo di democrazia.

  1. Alessio
    27 dicembre 2015 alle 1:20

    Brugnaro è un grande, e Televenezia fa bene a dare uno spazio televisivo costante al primo cittadino di Venezia in modo che i cittadini Veneziani possano sentire parlare chi hanno eletto a loro sindaco.

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