14 ottobre, doppia ricorrenza. Roberto Fasoli: “Quella marcia dei colletti bianchi interroga il PD”.

14 ottobre doppia ricorrenzaNel calendario della storia politica e sociale del nostro Paese il 14 ottobre è una casella decisamente affollata: dentro ci stanno 40 mila persone e un grande partito, figlio di due partiti ‘di massa’. Dentro quella casella, della grandezza di un solo giorno, sono racchiuse lotte e sconfitte, scontri e fusioni, evoluzioni, involuzioni e cambiamenti.

Il 14 ottobre 1980 Torino è una città messa a dura prova: da 35 giorni gli operai della FIAT stanno ingaggiando, tra manifestazioni e picchetti, una lotta senza tregua contro l’azienda, intenzionata a licenziare oltre 14 mila lavoratori. E’ l’apice di un braccio di ferro iniziato 5 mesi prima. Ma quel giorno di 35 anni fa accade l’imprevedibile: migliaia di impiegati e quadri della FIAT che fino a quel momento avevano scelto la via del silenzio, decidono di alzare la voce e di scendere per le strade della città, per quella che passerà alla storia come la marcia dei 40.000 colletti bianchi.

Le riletture di quella giornata consegneranno numeri ben più bassi di partecipanti (12 mila) e soprattutto l’immagine di un corteo di dissenso al conflitto che non fu spontaneo, bensì organizzato e voluto dai vertici aziendali. Fatto sta che quella marcia di lavoratori in giacca, cravatta e soprabiti che volevano tornare a lavorare pose fine alla lotta e segnò una sconfitta storica per gli operai e per il sindacato. E’ vero che i licenziamenti vennero comunque ritirati (si fece ricorso all’utilizzo della cassa integrazione per 23 mila lavoratori oltre a prepensionamenti volontari e dimissioni incentivate), ma dopo quella giornata i rapporti tra lavoratori, sindacati e azienda cambieranno per sempre.

marcia-quarantamila2-1000x600Fu di fatto la fine di un’epoca: una sconfitta drammatica per il sindacato ma anche per il mondo politico che non si accorse della realtà che stava attorno al conflitto e dei cambiamenti che erano in atto. Anche quei 40 mila mandati per strada dai vertici FIAT pensavano di potersi salvare da soli ma ne subirono in seguito le conseguenze. Iniziò proprio allora un processo di democrazia che negli anni successivi sarà sempre più segnata dalla dis-intermediazione, dall’indebolimento dei corpi intermedi. Il 14 ottobre, che per coincidenza segna pure la data di nascita del PD, dovrebbe interrogare seriamente questo partito su questi temi. Invece mi sembra che con Renzi…”.

Il 14 ottobre 2007 nasceva il Partito Democratico.
Roberto Fasoli è una di quelle figure che sta nel mezzo di due storie: per oltre vent’anni sindacalista Cgil, di cui otto in veste di segretario generale della Camera del Lavoro di Verona, ha vissuto fin dal primo giorno le evoluzioni del PD, di cui è stato consigliere regionale fino al maggio scorso.

Roberto Fasoli“…mi sembra che Renzi abbia dato vita ad un partito che è diverso dal partito che era stato concepito e che nacque otto anni fa. Tanto per riprendere il filo della storia che fece seguito a quel 14 ottobre dell’80, oggi il PD di Renzi assomiglia al PSI di Craxi che nel 1984 tagliò 4 punti di scala mobile (con il cosiddetto ‘decreto di San Valentino’) mettendo i sindacati di fronte al fatto compiuto e dividendoli. Sulla nascita del PD posso dire che si trattò di un’operazione per molti versi approssimativa e frettolosa. Ma non c’è dubbio che, anche attraverso la figura di quel Romano Prodi che faceva accordi con i sindacati, il PD sia nato con una spinta verso la coesione sociale”.

Se le cose stanno così, se davvero Renzi tradisce il marchio d’origine del PD, come è stata possibile la sua scalata?

“Il PD non è mai nato nei territori. E’ un partito che, complice quella fretta ed approssimazione di cui sopra, non si è radicato. Questo lo rende più facilmente scalabile e in questa lacuna Renzi ha fatto breccia. Trasformando il partito in qualcosa di profondamente diverso da quello battezzato al Lingotto con Veltroni. Allora si parlava di partito a vocazione maggioritaria, che puntava a farcela da solo per governare il Paese, ma chiaramente di un partito di centrosinistra. Oggi invece il PD ha assunto connotati di centro, se non di centrodestra, e quasi si fa vanto dei voti di sostegno di Verdini”.

Inutile sottolineare che queste sono le parole di chi appartiene alla cosiddetta minoranza interna sull’orlo dell’abbandono…

“Io ho fatto la mia battaglia e ho perso. Per ora resto. E proprio per questo, anche cogliendo questo doppio anniversario del 14 ottobre, continuo a farmi domande. Mi chiedo ad esempio come avrebbe agito il PD di oggi, proiettato nella situazione di 35 anni fa. Temo che non si sarebbe molto preoccupato della frattura sociale che venne a crearsi. Il PD che invece ho in mente io è un partito che lavora per disinnescare lo scontro e non per cancellare il ruolo delle parti sociali”.

Ma ha ancora davvero un senso il sindacato?

Legge elettorale, asse Renzi-Cavaliere“Il sindacato è in crisi e deve rispondere ad una necessità di rinnovamento che viene dal mondo che cambia. Detto questo, la domanda vera è: può esistere una democrazia priva di un corpo intermedio che contratta collettivamente, fa servizi di tutela individuale attraverso i patronati e i Caaf, rappresenta gli interessi dei lavoratori e dei pensionati iscritti? Ha senso irridere, indebolire o scavalcare a piè pari questo ruolo? Io penso che quelle 13 milioni di persone che, a vario titolo, vengono intercettate dai sindacati in Italia, siano una fetta di democrazia importante, da difendere. E credo che chi festeggia il 14 ottobre 2007, dovrebbe guardare ogni anno a quel 14 ottobre 1980: recuperando quella vicenda e il senso di quella storia. Interrogandosi. Magari accorgendosi che anche nel PD qualcosa va cambiato”.

  1 comment for “14 ottobre, doppia ricorrenza. Roberto Fasoli: “Quella marcia dei colletti bianchi interroga il PD”.

  1. 14 ottobre 2015 alle 7:53

    L’ha ribloggato su pietrobarnabee ha commentato:
    Un episodio che ha cambiato la nostra storia, su cui varrebbe la pena soffermarsi per quella riflessione che non fu fatta al momento, ma che occorre per rilanciare iniziative di cambiamento dello stato sociale.
    Buona lettura 🙂

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: