Brugnaro: “Educare i nostri ragazzi: fare la differenza con chi vive sugli alberi delle banane”

Schermata 2015-11-07 alle 10.30.42“Dobbiamo fare un grande piano educativo… I nostri ragazzi sono il nostro grande obiettivo educativo, perchè c’è l’economia che funziona se la gente rispetta il sedile dell’autobus, se rispetta che deve pagare il biglietto, se rispetta che non si butta per terra la gomma americana per terra in mezzo alla gente o si sputa per la strada. Questo perché facciamo la differenza con gente che vive sugli alberi delle banane. Tanto per capirci”.

Questa frase è stata pronunciata dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, nel corso della trasmissione ‘Il sindaco Luigi Brugnaro risponde’, andata in onda su Televenezia e pubblicata il 6 novembre sul sito dell’emittente.

Al minuto 28 (clicca il link per vedere il video) Brugnaro avvia un ragionamento sulla sicurezza e sul decoro, facendo anche riferimento alla vicenda dei ragazzi della scuola media Manuzio che hanno messo fuori uso a calci e spintoni una centralina del tram, provocando lo stop della circolazione.

Brugnaro parla di necessità di educare, coinvolgendo famiglie, scuole e Comune. Poi sfodera la sua ricetta e i contenuti del suo piano educativo, chiudendo con parole di alto spessore razzista.

TavecchioCome il Presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio (‘Opti Poba – disse inventando un nome – è venuto qua, che prima calderoli kyengemangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio. E va bene così), come il leghista Roberto Calderoli che diede della orango all’ex ministro Cecile Kyenge, ora anche Luigi Brugnaro sposa la scuola politico-sociale delle banane. Con un piglio da progressista della civiltà che ci riporta ancora una volta all’età della pietra. Altro che Venezia melting pot di culture: questo è terzo mondo.

Ma sicuramente il tutto verrà archiviato alle voci ‘naif’, ‘verace’, ‘popolare’.

  1 comment for “Brugnaro: “Educare i nostri ragazzi: fare la differenza con chi vive sugli alberi delle banane”

  1. Luca Fenella
    8 novembre 2015 alle 11:07

    Da che mondo è mondo si è definito “gente che vive sugli alberi” qualcuno selvaggio e primitivo. Poi gli “antirazzisti” di facciata, ovvero i razzisti peggiori, hanno deciso che sugli alberi ci vivono i neri e allora non si può più dire. Giusto a proposito, se avete mai visto un albero di banane, saprete che non ci si può vivere.

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