Nel decennale, Fondazione Pellicani al bivio: finisce sotto sfratto.

 

Villa SettembriniIl 2016 segnerà il decennale dalla scomparsa di Gianni Pellicani, a lungo protagonista della vita politica cittadina e nazionale. Ma il rischio concreto è che la ricorrenza coincida con lo sfratto della Fondazione che porta il suo nome.

Pochi giorni fa è scaduta infatti la convenzione con la Regione Veneto che, tra vari rinnovi, dal 2007 consente alla Fondazione Pellicani di utilizzare alcuni spazi di Villa Settembrini, lungo via Carducci a Mestre. Questa volta però, al momento, non si intravede possibilità di proroga e dunque, in mancanza di contrordine da parte della Giunta Zaia, nel giro di poche settimane il trasloco degli uffici potrebbe diventare un imperativo.

Di fatto, l’intenzione dell’esecutivo veneto è quella di destinare Villa Settembrini all’Istituto Regionale Ville Venete, liberando sia gli spazi attualmente utilizzati dalla Fondazione Pellicani sia quelli nei quali opera la Mediateca regionale che si occupa di produzione, acquisizione, conservazione ed uso di materiali audiovisivi riguardanti la storia e la cultura e del territorio veneto. Dal turn over, anche per un vincolo legato alle clausole del lascito, verrebbe tenuta fuori la Biblioteca del Centro Regionale di Cultura Veneta “Paola di Rosa Settembrini”, attualmente gestita dal Comune di Venezia e appartenente alla Rete Biblioteche Venezia.

Se dal punto di vista della legittimità della Regione di operare questa scelta, dando il benservito alla Fondazione Pellicani, non è possibile eccepire alcunché, resta tuttavia lo spazio per alcune considerazioni.

Fondazione Pellicani

Stridente per natura, la parola ‘sfratto’ appare decisamente poco rispettosa se abbinata a Gianni Pellicani, il ‘migliorista’ legato a doppio filo a Giorgio Napolitano, vice sindaco di Venezia dal 1975 al 1983, parlamentare PCI (poi PDS) tra il 1972 e il 1994, e che da Presidente SAVE realizzò il nuovo aeroporto Marco Polo. Al tempo stesso, una cacciata non è esattamente il giusto riconoscimento per una Fondazione che negli ultimi cinque anni, attraverso il Festival della Politica, ha dato vita all’unico evento di spessore e respiro nazionale ospitato a Mestre.

Le possibili interpretazioni politico-maliziose di questo sfratto, o mancato rinnovo della convenzione, non mancano. Quella più automatica è legata all’entrata in politica, ed in Consiglio comunale con la Lista Casson, del figlio di Gianni Pellicani.

Nicola Pellicani

Nicola è ancor oggi il Segretario generale della Fondazione: un doppio ruolo che la Regione a trazione leghista e l’amministrazione comunale a trazione fucsia – questa l’interpretazione – non digeriscono in serenità.

A questo, appunto, si aggiunge il rapporto burrascoso tra Nicola Pellicani ed il sindaco Luigi Brugnaro che lo scorso settembre, proprio nei giorni del Festival della Politica, aveva lanciato l’idea di una “Settimana della politica che darà voce a tutti i partiti”. Pellicani liquidò la proposta difendendo la propria creatura: “Questa è un’iniziativa culturale, non partitica”.

Brugnaro al Festival della Politica 2015

Altra lettura: tutto sommato a Brugnaro (che comunque per statuto è componente del CdA della Fondazione) fa gioco tutto ciò che non fa gioco ad un Nicola Pellicani che tiene sempre nel mirino un nuovo assalto allo scranno più alto di Ca’ Farsetti.

Il terzo elemento di riflessione è legato a Massimo Cacciari: dopo la sconfitta del 15 marzo scorso, l’ispiratore e grande sostenitore della candidatura a sindaco di Nicola Pellicani alle primarie del centrosinistra ha mantenuto stretto il rapporto con la Fondazione ma a brevissimo dovrebbe abdicare al suo ruolo di presidente.

Massimo Cacciari, Ezio Mauro, Emanuele Macaluso - Festival della Politica 2015

Chiaramente, una figura come quella di Cacciari resta in ogni caso fondamentale nel lavoro ‘diplomatico’ a tutela del rispetto di una figura come quella di Gianni Pellicani.

E se davvero sarà sfratto, dove potrebbe trovar casa la Fondazione? Tra le ipotesi ragionevoli non va esclusa la possibilità di ricevere ospitalità ‘locativa’ dalla Fondazione di Venezia, istituzione che in questi anni ha sostenuto in maniera concreta le attività della FP. Resta sullo sfondo (l’ipotesi era maggiormente concreta fino a quando la guida era quella di Giuliano Segre) la possibilità che FP diventi una branca della Fondazione di Venezia.

Indipendentemente da ogni lettura ed ipotesi, un dato di fatto: proprio a dieci anni di distanza dalla morte di Gianni Pellicani (il prossimo 21 aprile) e al termine di un 2015 da montagne russe per il neopolitico Nicola (prima sconfitto alle primarie, poi recuperato dall’avversario Casson, poi eletto malgrado la disfatta del centrosinistra, attualmente in ballo per fare il suo ingresso nel PD in vista del congresso di marzo e comunque orientato a cambiar nome alla Lista Casson), la Fondazione si trova ad un bivio.

Festival della Politica 2

Lo sfratto potrebbe rappresentare la molla per cambiare strada non solo dal punto di vista della collocazione della sede ma soprattutto nell’ottica del rilancio e della naturale (tutto cambia) trasformazione della Fondazione e della formula stessa del Festival della Politica. Oppure potrebbe segnare, in assenza di rinnovamento, l’inizio di una discesa che, oggettivamente, non sarebbe in alcun modo positiva per la città.

Si tratta infatti di una realtà che, con le sue attività, ha consentito alla città di Mestre di vivere momenti radicalmente alternativi al torpore e di intravedere uno dei modi possibili di essere città. Città come luogo riconosciuto di confronto, riflessione ed elaborazione politica e non solo come agglomerato senz’anima e senza identità.

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