La festa natalizia di Brugnaro per i dipendenti comunali: com’è Umana lei…

‘…Da parte dello staff di Brugnaro si fa sapere che i costi dell’invito alla festa in Marittima saranno tutti a carico di Brugnaro, senza un euro di esborso per il Comune e che l’iniziativa rientra nelle abitudini del patròn di Umana per avere un rapporto franco e diretto con i suoi dipendenti’.

(La Nuova Venezia – 17 dicembre 2015)

In effetti, di fronte a questa esegesi senza grinze della festa natalizia per i 3.800 dipendenti comunali, organizzata alla Stazione Marittima, voluta e pagata di tasca propria dal sindaco Brugnaro, al Fantozzi che abita in noi non resta che dire ‘Com’è Umana lei…’.

Fantozzi

Però, siccome persino ai Fantozzi scattano talvolta i 2 minuti, magari qualche riflessione alternativa vien fuori. Premettendo che alla Corazzata Potëmkin preferisco di gran lunga Giovannona Coscialunga, rimango abbastanza disinteressato al fatto che Brugnaro spenda i propri soldi per questo party aziendale.

Il punto sta semmai nella natura di questo party. Il sindaco infatti, come conferma il suo staff, non fa che trasferire le sue abitudini di patròn imprenditoriale inserendole in un contesto istituzionale. Pubblico. Per meglio dire: Brugnaro diventa patròn del Comune e invita, come ogni patròn che si rispetti, i suoi dipendenti alla festa di Natale.

Festa Brugnaro 2

18 dicembre: il saluto di Luigi Brugnaro e la band della festa.

Quei 3.800 dipendenti pubblici diventano suoi, alle sue dipendenze, e non più alle dipendenze del Comune. Non più dunque dipendenti pubblici, di ogni cittadino di questo Comune. Non è nemmeno il caso di parlare di patròn come padrone, scendendo così in un noioso ragionamento di stampo comunista sul padronato e sul proletariato. Cose inesistenti.

Brugnaro invece diventa, è patròn, nel senso di proprietario del Comune. E in questa veste organizza il party per i suoi dipendenti, altro che ‘rapporto franco e diretto’ (di fatto un De profundis definitivo su ogni rapporto di ordine sindacale).

Festa Brugnaro

Un momento della festa.

Andando con lo sguardo oltre questa festa, indipendentemente dal numero di Fantozzi o di leccaculo alla Calboni o di signorine Silvani che vi hanno partecipato, resta un dato preoccupante: un sindaco che agisce concependo il Comune come sua proprietà è un sindaco di cui non ci si può fidare.

Perché è, a tutti gli effetti, fuori da ogni controllo. Unico azionista di quella che non a caso, in campagna elettorale, coniò come Impresa Comune.

Il silenzio di chi sta all’opposizione (e che per paura di passare per invidioso comunista e di beccarsi un bel ‘taci merdaccia!’, tace su questa vicenda) non regala alcuna garanzia di controllo pubblico su questa proprietà comunale che è, al 100%, di Luigi Brugnaro.

 

  2 comments for “La festa natalizia di Brugnaro per i dipendenti comunali: com’è Umana lei…

  1. zulian alessandro
    19 dicembre 2015 alle 10:48

    Buongiorno non vedo niente di male in quello che ha fatto Brugnaro non capisco perché bisogna sempre pensare male anche quando si organizza una festa per stare tutti assieme come dovrebbe essere la festa di Natale.
    Capisco che per voi l’unica festa è quella dell’unità ma per fortuna esistono altre feste.la democrazia non è un pensiero solo di sinistra ma anche di altri pensieri totalmente opposti buona giornata

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    • 20 dicembre 2015 alle 7:57

      Salve Alessandro. La sinistra ha smesso di pensare da tempo. Per quanto riguarda la Festa de L’Unità, proprio quest’anno ne è stata decretata la morte definitiva proprio a Venezia. Il problema della sinistra e del PD è il vuoto di pensiero e di cultura politica alternativa a quella proposta a livello locale da Brugnaro e dalla compagine che lo sostiene. Sono contento che persone come lei esprimano un pensiero e lo facciano anche in calce ad una mia riflessione. Sono invece molto meno contento sul fatto che manchi all’opposizione una linea di pensiero in grado di esercitare una critica. Rivendicando il mio personale diritto di critica, peraltro esposta e motivata in questo articolo senza bisogno di ribadirne le motivazioni, la ringrazio per il suo intervento e le auguro buona giornata e buone feste.

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