Family Day, lo scontro Brugnaro-Zucconi. Tra volgarità e faziosità, l’indecenza è pari.

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Sì, d’accordo: Luigi Brugnaro ha insultato Vittorio Zucconi con una verve volgare di esplosiva potenza. Di fronte a questa ennesima volta risulta persino scontato dire, per l’ennesima volta, che è del tutto indecente che il sindaco di una città come Venezia si comporti in quella maniera. Se si resta all’ascolto di quel paio di minuti di registrazione il giudizio non può che essere questo.

Se però l’audio della trasmissione andata in onda su Radio Capital venisse ascoltato per intero (clicca qui il link) e non solo per quel paio di minuti di ira furente del primo cittadino, magari (approccio chiaramente facoltativo e non obbligatorio) si potrebbe anche cogliere la faziosità irridente della puntata di questa trasmissione, Tg Zero, che aveva per tema il Family Day e i diritti civili.

Una carrellata di prese in giro condita dalla messa in onda dell’inno ufficiale del Family Day, fino ai contributi dedicati a Radio Maria che ‘ne sta sparando di tutti i colori…: una campagna della Madonna’ e ai neocatecumenali.
La presentazione di Brugnaro, fatta dal conduttore Edoardo Buffoni pochi minuti prima della diretta telefonica è questa: tra poco avremo un sindaco importante. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ci spiegherà perché lui ci va: lui è un convinto sostenitore del Family Day (‘mah…’ commento di Zucconi) quindi è un convinto avversario della Legge Cirinnà sulle unioni civili (‘mah…’ nuovo commento di Zucconi) e quindi ci spiegherà il perché e il per come…. Lui è uno che ha sostenuto che i gay pride sono delle pagliacciate…. (‘Guai!! A Venezia nooo…’ commenta ancora sarcastico Zucconi).

Insomma, la presentazione è di quelle in stile ‘preparatevi che arriva il fenomeno e noi ve lo cuciniamo per bene’. A tal punto che un ascoltatore manda un mail alla trasmissione e chiede ai conduttori il perché dell’ironia sul Family Day. Per dimostrare che non siamo affatto ironici – risponde Buffoni – noi tra poco sentiremo un importante sindaco, il sindaco di Venezia, capoluogo del Veneto, che sta per scendere con i pullman al Circo Massimo e ci spiegherà le ragioni di questa manifestazione’. ‘Tutti….Diamo voce a tutti – incalza Zucconi – ma… consideriamo questa ossessione, questo terrore nell’estendere i diritti a tutte le persone e ai loro bambini, un segno della nostra spaventosa arretratezza civile in Italia…’.

family DayBrugnaro viene quindi precotto a puntino, con un approccio che di giornalistico non ha nulla perché basato su un pre-giudizio senza possibilità di appello. Lo scontro, confuso ed ingestibile, è inevitabile. Legge Cirinnà, Family Day, diritti, adozioni e utero in affitto si mescolano vorticosamente.

Proprio sull’utero in affitto Brugnaro, per tutto il collegamento, gioca fin dall’esordio tutte le sue carte: ‘L’adozione del figlio naturale darà un incremento a questa cosa che è illegale in Italia e in molti Paesi del mondo: è l’idea che un bambino si possa comprare… si sfrutta l’utero di una donna spesso povera… si va a progettare un bambino sulla carta, si compra e si porta a casa. Questa è una cosa tremenda perché favorisce uno sfruttamento che non è concepibile… Non c’è una lotta contro le coppie omosessuali. Massimo rispetto per chiunque. Non c’è una battaglia ideologica…’.
Noooooo
– ribatte sarcastico Zucconi – non è una battaglia ideologica….’).

Le schermaglie proseguono: Zucconi chiede a Brugnaro come faccia a dire che siamo invasi da una marea di uteri in affitto, al che il sindaco cita un filmato che lui stesso ha retwittato e che parla di una clinica in India… Zucconi risponde citando un altro video simile, che mostra feti abortiti in USA, e sottolinea che c’è una sentenza che ne ha dichiarato la falsità…

Per inframezzare la scazzottata verbale che aleggia già nell’aria, i due conduttori sottopongono Brugnaro ad alcune domande valide per il loro test di inciviltà, alle quali il sindaco risponde con questi passaggi, che sicuramente gli servono per rinviare ad libitum le questioni ma che al tempo stesso non paiono frutto di una visione nazista:

Che ne pensa della pensione di reversibilità per le coppie omosessuali?
Risposta: Parliamo di diritti patrimoniali: lo Stato italiano, quando dovrà rivedere la questione, dovrà farlo per tutti. Se il sistema pensionistico non sta in piedi, non sta in piedi per nessuno…. Non ci sono i buoni e i cattivi…’.

Lei accetta che una coppia omosessuale possa adottare un bambino senza la tecnica dell’utero in affitto, ad esempio da un orfanotrofio?
Risposta: ‘Certo, ma questo va discusso attraverso una apposita legge. Va fatta una legge specifica, ma non c’entra nulla la differenza tra coppie etero e omosessuali…’.

Le Coppie di donne omosessuali che vogliono avere figli, possono averli?
Risposta: ‘Secondo lei vuole che lo decido io? Ognuno farà secondo coscienza, ci mancherebbe altro. Io non posso entrare nella vita delle persone, massimo rispetto per tutti…’. E precisa ancora: Bisogna dare diritti alle coppie omossessuali, come è normale e giusto…’.

Ad un certo punto Zucconi tira le somma del Brugnaro-pensiero: La legge Cirinnà andrebbe bene togliendo l’aspetto della possibilità di comperare i bambini attraverso l’utero in affitto….’. Nella marea di confusione, alimentata anche dallo stesso Zucconi su cosa dica o non dica la Legge Cirinnà, comunque Brugnaro conferma la bontà dell’interpretazione.

Ed è appunto sull’utero in affitto che esplode il putiferio.
Il sindaco precisa che ‘…sto dicendo che c’è un mercato gigantesco che vuole prevedere la razza e la scelta delle persone. Il fatto stesso che ci sia la possibilità che io posso scegliere su un catalogo…. Tutti quanti dobbiamo impedire che la vita umana sia mercificata…’.
E in tutta risposta il giornalista va al contrattacco finale: Guardi sindaco, lei sta facendo una narrazione grottesca di una cosa che è drammatica… Come se si andasse a comprare un bambino, come andare a scegliere una bottiglia di vino piuttosto che un paio di scarpe…’.

A quel punto parte la ormai ben nota mitragliata di stronzi, cazzi e coglioni di Brugnaro all’indirizzo di Zucconi e della trasmissione.

Il collegamento viene interrotto con la considerazione che Brugnaro ‘ha fatto tutto da solo’. Zucconi tira nuovamente le somme. Parla di ‘intervista molto bella perché vi ha dato una dimostrazione di che genere di persone siano questi crociati, purtroppo alcuni di loro non tutti, che stanno scendendo a Roma. Ecco, avete sentito parlare uno dei massimi esponenti della crociata che sono sicuro piacerà molto a Radio Maria, avendo parlato di stronzi coglioni e farabutti, insultando le persone. Queste sono le crociate dei difensori della famiglia…’.

Immancabile e ovvio anche il riferimento a Venezia ‘dove ho parte della mia famiglia naturale, per carità… mi dispiace moltissimo che Venezia sia rappresentata così… Venezia è rappresentata da persone che non sanno controllare i propri nervi….’. ‘Diventa persino vile continuare a parlarne… siamo sommersi di sms e tweet… è una dimostrazione così evidente di una persona che perde il controllo che diventa da parte nostra maramaldo…lasciamolo nella solitudine di quello che ha detto….’.

Se è indiscutibilmente indecente l’ennesima esibizione volgar-isterica di Brugnaro, non meno indecente appare l’approccio di Zucconi e socio, pervasi da un estremismo che rischia seriamente di fare il paio con gli ideologi del Family Day alla Mario Adinolfi. Un approccio che mira diretto alla demolizione ridicolizzante, sommaria, in blocco, di tutti coloro che non la pensano come i sostenitori dei diritti civili. Non il modo migliore per affrontare, una questione complessa di questo genere.

Schermata 2016-01-30 alle 09.34.59Anche perchè, alla faccia del fair play e del ‘guai agli insulti’, Zucconi chiude la sua partita demolitrice estendendola anche a tutti i veneziani che hanno votato Brugnaro. Eloquente in questo senso il tweet di risposta ad un giornalista veneziano, indignato per gli insulti di Brugnaro: ‘Il sonno della ragione genera i mona…’.

Se Brugnaro sale sul palco del Family Day non esattamente in veste di educatore, al tempo stesso il palco di Zucconi è esattamente il contrario di ciò che si definisce esemplare.

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