Congresso PD Venezia. Tempo di ricorsi:nel mirino il circolo Mobilità e Trasporti.

pd venezia

Nel pieno del fuoco delle polemiche per le primarie che si sono celebrate domenica scorsa a Roma e Napoli, ora anche nel PD veneziano c’è chi chiede di vederci chiaro sulla regolarità del congresso.

In particolare, qualcuno si è preso la briga di presentare ricorso e di segnalare alla commissione elettorale un paio di elementi di anomalia per quanto riguarda il circolo Mobilità e Trasporti, che si era riunito lunedì 29 febbraio registrando una partecipazione-record di votanti rispetto a tutti gli altri circoli. Sono stati infatti 172 i voti validi per i candidati segretari del PD metropolitano (con un esito quasi alla pari tra gli 89 voti andati a Fabio Poli e gli 83 per Gigliola Scattolin) e 171 per quelli del comunale di Venezia (qui ha vinto Maria Teresa Menotto con 93 voti, seguita da Alessandro Baglioni con 56 e Alessandra Miraglia con 22).

Tanto per fare un raffronto, aree territoriali di un certo rilievo come Chioggia-Sottomarina o San Donà di Piave o Mestre centro, hanno segnato partecipazioni che si sono fermate molto lontane, rispettivamente con 134, 120 e 96 voti validi. Altro dettaglio curioso è che il circolo Mobilità e Trasporti ha avuto un’impennata di iscritti che non trova paragoni in questa stagione di oggettiva difficoltà al reclutamento, passando dai 170 del 2014 ai 257 del 2015, con un incremento di oltre il 50%.

Sono altri però gli elementi di anomalia che sono stati segnalati e che dunque verranno messi a verifica. Il primo riguarda il chi può iscriversi ad un circolo tematico come quello di cui sopra (ma le questioni poste possono essere benissimo estese a tutti i circoli dell’area lavoro come ad esempio Veritas o i ferrovieri). Possono iscriversi solo i dipendenti delle aziende di trasporto e di imprese che lavorano nell’indotto? Oppure possono iscriversi anche le mogli degli autisti? Qualcuno infatti sostiene e segnala che di questi casi ce ne sia almeno una decina.

La commissione elettorale ha dichiarato la non ammissibilità del ricorso perché giunto fuori tempo massimo: ma il compito di prendere in esame la faccenda spetterà comunque al segretario del circolo Maurizio Madricardo e alla commissione di garanzia provinciale.

Sarà invece il PD regionale a valutare una seconda questione, non meno pesante: è legittimo che tutti gli iscritti al circolo Mobilità e Trasporti che hanno votato per il congresso metropolitano, abbiano anche partecipato al voto per il congresso comunale di Venezia? In base a quale logica i residenti in altri Comuni hanno potuto determinare le sorti di un congresso comunale che di fatto non gli appartiene? Questo nodo non è nuovo e c’è chi sostiene che sia sempre passato in cavalleria nei precedenti congressi. Con la differenza che questa volta l’esito del circolo più grande in assoluto ha un peso specifico notevole sull’esito finale di tutta la partita comunale.

Fondate o meno che siano le ipotesi di irregolarità, il congresso del PD veneziano vive dunque i suoi tempi supplementari: si vedrà con quali esiti.

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