Italicus. Silver, medaglia d’oro.

Silver SirottiIniziano le Olimpiadi. Detta in queste ore, sembra uno scherzo la storia di un ragazzo di 25 anni di nome Silver, argento, che vinse la medaglia d’oro. Silver Sirotti però non era un atleta. Fece un gesto enorme, ma non omologato dalla storia dello sport. Lui faceva il ferroviere e la sua medaglia la prese nella notte del 4 agosto 1974 a bordo dell’Espresso Roma-Monaco.

“Controllore in servizio, in occasione del criminale attentato al treno Italicus non esitava a lanciarsi, munito di estintore, nel vagone ov’era avvenuta l’esplosione per soccorrere i passeggeri della vettura in fiamme. Nel nobile tentativo, immolava la giovane vita ai più alti ideali di umana solidarietà. Esempio fulgido di eccezionale sprezzo del pericolo e incondizionato attaccamento al dovere, spinti fino all’estremo sacrificio”.

La fredda retorica dal sapore eroico-fascista con la quale lo Stato assegnò a Silver la medaglia d’oro al valor civile, non gli restituì la stessa umana, spontanea, solidarietà.

D’altra parte, a nessuno di quei 12 morti venne restituita giustizia, vista l’impossibilità di determinare concretamente le personalità dei mandanti e degli esecutori materiali. La sentenza di assoluzione stabilì in ogni caso la correttezza dell’attribuzione della strage a Ordine Nero e alla P2, e la Commissione Parlamentare sulla Loggia P2 si espresse così: “la strage dell’Italicus è ascrivibile ad una organizzazione terroristica di ispirazione neofascista o neonazista operante in Toscana; la Loggia P2 svolse opera di istigazione agli attentati e di finanziamento nei confronti dei gruppi della destra extraparlamentare toscana; la Loggia P2 è quindi gravemente coinvolta nella strage dell’Italicus e può ritenersene anzi addirittura responsabile in termini non giudiziari ma storico-politici, quale essenziale retroterra economico, organizzativo e morale”.

Quei 12 morti (Nicola Buffi, 51 anni. Maria Santina Carraro in
Russo, 47. Marco Russo, 14. Nunzio Russo, 49. Elena Celli, 67. Elena Donatini, 58. Tsugufumi Fukuda, 32. Raffaella Garosi, 22. Herbert Kontriner, 35. Antidio Medaglia, 70. Wilhelmus J. Hanema, 20. Silver Sirotti, 25) oltre a non aver avuto giustizia, hanno anche avuto il destino di rimanere compressi in uno spazio angusto del ricordo collettivo, oscurati dalla gigantesca tragedia della strage di Bologna che avvenne sei anni dopo ma che, nel triste calendario della memoria, è collocata due giorni prima.

Quella notte Silver, ragazzo forlivese che da pochi mesi faceva il ferroviere, non si trovava nella carrozza numero 5 dell’Italicus dove scoppiò la bomba, mentre il treno percorreva la galleria della Direttissima, nel comune di San Benedetto Val di Sambro, verso Bologna. Decise di andarci subito dopo l’esplosione. Qualcuno tra i sopravvissuti cercò di bloccarlo, ma lui si divincolò. Riuscì a salvare altre persone, ma lui morì tra fiamme ed esalazioni.
A tanti anni di distanza, con quel suo gesto da medaglia d’oro, è come se Silver continuasse a salvare, tirandole fuori dall’oblio, tutte quelle vittime senza giustizia.

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