Migranti. Venezia: Francesca Zaccariotto, assessore all’odio.

“Si lamentano per le condizioni di vita. Non fanno nulla, hanno da mangiare, telefonini, paghetta. Nella stessa caserma (a zaccariottoCona) centinaia di giovani italiani, per decenni, hanno fatto il sevizio di leva in divisa (non in maglietta) facendosi da mangiare, pulendo e lavorando, oltre alle normali attività assegnate a ciascuno e alle esercitazioni. Loro, i migranti, non fanno nulla e questa è l’unica cosa in cui mi sento di dargli ragione. Li metterei TUTTI a lavorare otto ore al giorno. La vergogna è che dicono di ‘scappare’ da condizioni di vita inumane, senza cibo, senza acqua, dormendo all’addiaccio, subendo violenze. Qui esattamente all’opposto e si lamentano che è POCO. Importante sarebbe che i MEDIA iniziassero a chiamare le cose nel modo giusto. Qui non SALVIAMO NESSUNO. Si salva uno che è in PERICOLO non decine di migliaia di persone a settimana che DECIDONO VOLONTARIAMENTE DI METTERSI SU UN BARCONE PER POI TELEFONARE ALLA GUARDIA COSTIERA E DIRE “EHI….EHI ….SIAMO QUI, QUESTE LE COORDINATE ….”. Poi ovviamente li mettiamo in altre case, alberghi, caserme a non fare nulla ma gli permettiamo anche di dire che sono TRATTATI MALE. Come pensate che possano rispettarci e soprattutto definirci ? C…….?”.

Se questo insuperabile affresco sui migranti lo avesse scritto un qualsiasi utente Facebook, probabilmente basterebbe commentare con una sola parola, utilizzando il neologismo lanciato da Enrico Mentana all’indomani dei deliri consumatisi attorno al tragico terremoto del centro Italia: webete.

Se però questa summa di cinici rigurgiti viene vomitata, sulla propria bacheca, dall’assessore di un Comune come Venezia, il problema si fa un po’ più complesso.

Da quando è diventata assessore ai lavori pubblici, Francesca Zaccariotto è impegnatissima a costruire muri. Da oltre un anno, mattone dopo mattone, la sua comunicazione è quasi a senso unico: un concentrato di odio qualunquista e di populismo che, ovviamente, ha come principale bersaglio i migranti.

Complice un Brugnaro prorompente, le esternazioni della Zaccariotto sono sempre rimaste nel chiuso dello sfogatoio xenofobo che costantemente si cura di alimentare: c’è chi sostiene che di Venezia gliene importi gran poco e che il suo prossimo obiettivo sia quello di provare a ridiventare sindaca di San Donà di Piave, piazza peraltro fertile per gli amanti del linciaggio allo straniero (vedi il recente caso del minorenne di colore che ha osato immergersi in una grande fontana del centro e nei confronti del quale sono piovute fatwe di ogni tipo).

A maggior ragione vale la pena chiedersi: perché una città che da lungo tempo si fregia di essere luogo di pace, accoglienza e convivenza tra mondi e culture diverse, deve accettare supinamente gli strali d’odio lanciati da questa amministratrice?

All’altro capo del Paese, nello stesso momento in cui Zaccariotto si diletta con i suoi post, Post Zaccariotto migrantila sindaca-eroina di Lampedusa, Giusi Nicolini, lancia il suo SOS drammatico, giustificato dall’arrivo in poche ore di 1.200 migranti: “L’hot spot di Lampedusa è invivibile. Questa non è accoglienza. C’è una condizione di emergenza. I migranti vanno trasferiti immediatamente in altri centri, anche usando navi militari: si dia priorità alle famiglie con donne e bambini piccoli”. Parole di allarme che sono un profondo, responsabile appello all’aiuto e al rispetto della dignità umana. E che rendono ancora più vergognose le parole di chi esercita il suo ruolo di amministratore macchiando Venezia di una disumanità inaccettabile.

Per fortuna, alla Mostra del Cinema, il regista polacco Jerzy Skolimowski riceverà il Leone d’oro alla carriera. Per anni in esilio dal suo Paese, Skolimowski dichiara che “anch’io sono stato migrante. So come ci si sente quando devi trovare un nuovo posto dove vivere. Mi interessano le persone ai margini della società, i perdenti, quelli che non trovano un posto nella vita, nel mondo”.

Quanto basta per capire, se ce n’era ancora bisogno, tutta l’inadeguatezza di questa assessore all’odio che ha trovato ‘casa’ a Venezia.

  2 comments for “Migranti. Venezia: Francesca Zaccariotto, assessore all’odio.

  1. Ester
    1 settembre 2016 alle 9:12

    Attenzione anche all’ uso che si vuole fare dei migranti nel veneziano.Da Venezia partono somme ingenti per il welfare dei trentini e l ‘accoglienza dei migranti pesa.Perché allora convogliarne tanti nel veneziano ?per la rivendita su strada che a Venezia rende bene.Zaccariotto non è che non vuole i migranti non li vuole protetti dalla legge italiana ,basti pensare che nella sua lista aveva De Martino , condannato per omicidio calabrese, che aveva rapporti con il business sulle rive.

    Mi piace

  2. 1 settembre 2016 alle 10:05

    Sembra una di quelle sparate che vengono messe alla berlina su pagine come “Adotta anche tu un analfabeta funzionale” o “Il muro del disagio”… che mestizia.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: