Governativi. Dal SI’ di Brugnaro alle possibili alleanze PD-Fucsia nei Comuni al voto.

La parola magica è ‘governativi’.
Governativo è Luigi Brugnaro che, anche a dispetto di Renato Brunetta, tra le colonne portanti della sua candidatura a sindaco e feroce oppositore di Renzi in vista del referendum costituzionale, ha deciso ieri di esprimersi ufficialmente per il SI’.
Governative sono indubbiamente quelle fette di elettorato e di mondo imprenditoriale legate fino ad oggi a Forza Italia ma che non intendono ora ascoltare il richiamo di Berlusconi per il NO.
Governativo, ovviamente, è il PD renziano che sa bene l’importanza cruciale di quei consensi del centrodestra per riuscire a confezionare il cappotto definitivo, il prossimo 4 dicembre.

Il SI’ di Brugnaro, arrivato nel corso di un incontro pubblico organizzato a Milano da ‘Il Foglio’ e che è stato ricambiato dalla promessa solenne di Renzi (in vivavoce telefonica) di sostegni e di un Patto per Venezia, cade nel pieno di movimenti e spostamenti che avvicinano all’idea di Partito della Nazione o di fusione governativa che dir si voglia.

Questo vale anche per il territorio veneziano. La settimana scorsa, ad esempio, si è tenuta in un noto ristorante del mirese una cena con oltre 200 invitati, di cui la maggior parte era costituita da imprenditori dalla matrice filo-forzista che si sono seduti al tavolo anche con esponenti del PD e del civismo filo-dem.

Tra i protagonisti di queste manovre di avvicinamento il deputato Andrea Causin, ex PD, quindi esponente di Scelta Civica, attualmente in forze ad Area Popolare (Ncd-Udc) e comunque attento alle mosse di Stefano Parisi, già candidato sindaco di Milano e figura che cerca di spingere il centrodestra in una direzione che non è certo quella che rimane incatenata all’eterno Berlusconi.

governativiIn questo scenario si aggiunge il tassello delle possibili alleanze che nel veneziano potrebbero concretizzarsi in vista delle prossime elezioni amministrative, nella primavera 2017, quando saranno chiamati al voto Comuni come Mira, San Donà, Jesolo e Marcon.

Sul tavolo dell’ala governativa che ha vinto ad aprile il congresso metropolitano del PD la questione non è ancora all’ordine del giorno. Ma di sicuro potrebbe diventarla dopo il referendum. E’ del tutto probabile infatti che in giro per il territorio metropolitano, complice l’intenzione di Luigi Brugnaro di dar vita ad una struttura para-partitica con tanto di tesseramento, ci saranno esponenti filo-fucsia pronti a sollecitare accordi, cartelli, alleanze, coalizioni con il PD. Offrendo insomma al PD la chance di contrastare con maggior incisività la concorrenza che, di Comune in Comune, potrebbe essere rappresentata da Lega o M5S.

Si tratta di una prospettiva che già, e non solo tra i non renziani, viene sussurrata e vista come il diavolo, anche perché sarebbe in rotta di collisione con il ruolo di inequivoca opposizione a Brugnaro che viene esercitato dal PD in Comune di Venezia.
A conferma che, come si suol dire, il tema comunque esiste ed in attesa di svolgimento.

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