La Costituzione finisce al mercato delle vacche.

Il Patto di Cagliari da 168 milioni di euro, stretto assieme al sindaco Massimo Zedda; la decontribuzione totale nel 2017 (altri 730 milioni) per le aziende del sud che assumono giovani e disoccupati; i ‘fiumi di soldi arrivati’ (2,7 miliardi solo in nome del Patto per la Campania) rivendicati e usati come santino per il SI’ da Vincenzo De Luca; il Patto di Firenze sancito a inizio novembre per altri 2,2 miliardi; la promessa di un Patto per Venezia concessa la scorsa settimana, in coincidenza della costruita esternazione a favore del SI’ al referendum da parte del sindaco Brugnaro.

A conti fatti (senza conteggiare altri rivoli sostanziosi), se tutto va bene, ci vorrebbero almeno 10 risparmiose riforme del Senato per rimpinguare tutta questa montagna di accordi, promesse e stanziamenti. Per sei mesi la propaganda sulla riforma costituzionale ha pestato duro sugli interlocutori, perché non sapevano rimanere dentro i binari della discussione sui contenuti.

Ora invece si cambia verso: la riforma finisce direttamente sui binari che conducono la Costituzione al mercato delle vacche. Non c’è tappa in cui Renzi vada che non corrisponda ormai ad una cambiale. Soldi, misure, infrastrutture, innovazione. Progetti con una visione di largo respiro, di granitica stabilità, si intende. A meno che il 4 dicembre non vinca il NO e allora ‘non sto a galleggiare’.

La drammatica, voluta, cercata coincidenza tra le settimane che porteranno all’approvazione della manovra e quelle che chiudono questa estenuante campagna referendaria, sta condannando la Costituzione ad una triste umiliazione. Una messa all’asta, un mercanteggiamento che ne svilisce completamente il valore morale e ideale.

“La prima parte della Costituzione però non si tocca! I principi fondamentali sono e restano sacri!”, dice la propaganda. Ma quali principi possono rimanere intatti in questo rush finale in cui la ministra Boschi lancia persino l’allarme minaccioso sul tracollo dell’elemosina che ha fatto da apripista al trionfo delle elezioni europee (“Se andranno al governo loro – rivolgendosi a Salvini – toglieranno gli 80 euro e le cose buone che abbiamo fatto noi”)?

antica-fiera-delle-vaccheQuale politica nuova sta emergendo dalle pieghe di questa campagna dalle uova d’oro? Quale eccellenza, quale modernità sta traghettando il Paese lontano dal clientelismo della Prima o della Seconda Repubblica?

Se vincerà il SI’, dov’è la vittoria?

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