Veneto: cacciatori intoccabili, cittadini impallinati. Gli spari senza colpevoli.

cacciatori-venetoIn Veneto la specie più protetta è quella dei cacciatori. Questione di lobby, di interessi, di consenso.
Il forte tocco di grottesco alla legge regionale approvata nei giorni scorsi e che porta la firma del ‘paron’ della caccia in Veneto, Sergio Berlato (Fd’I), non viene solo dalle sanzioni (fino a 3.600 euro) che verranno comminate a chi disturba o cerca di ostacolare l’attività venatoria. E ciò che stride maggiormente non ha neppure il motore dell’ambientalismo o dell’animalismo spinto. A impressionare dovrebbe essere invece, e in primo luogo, il divario abissale che questa regione ha creato tra la difesa a spada tratta dei cacciatori e il loro stato di impunità rispetto ad una scia di episodi che costituiscono un autentico allarme per la sicurezza dei cittadini. Alla faccia della tanto sbandierata sicurezza.

La dimensione dell’impressionante è possibile ripescarla da una ricostruzione che lo scorso anno (ma la sua validità resta intatta nel tempo: ogni anno è la solita solfa) venne fatta da tre consiglieri regionali di opposizione, contenuta in una lunga interrogazione presentata nel novembre 2015 dai dem Andrea Zanoni e Francesca Zottis, assieme a Cristina Guarda (AMP).

Il nero su bianco di quell’atto sentenzia che:

“Per il 95% dei casi i cacciatori che violano le norme sulla caccia non vengono identificati e assicurati alla giustizia a causa di una vigilanza del tutto insufficiente. L’ulteriore aggravante sta nel fatto che il 30% circa dei cacciatori ha più di 65 anni e non ha l’abilitazione all’uso delle armi e non possiede un’adeguata conoscenza delle leggi che regolano oggi la caccia. Infatti, l’esame è stato istituito soltanto nel 1967”.

Il corpaccione centrale di quell’interrogazione riporta invece una sequenza ‘a titolo esemplificativo’ di 24 episodi accaduti nella stagione venatoria 2015/2016, solo nell’arco del primo mese di caccia.

Ecco qualche chicca, tanto per capire la dimensione dell’impressionante:

Ragazza di 15 anni in bicicletta colpita da una scarica di pallini. Così titolava la Tribuna di Treviso del 21 settembre 2015, in merito ad un episodio avvenuto il giorno prima a Ormelle (TV), che ha visto una ragazza ferita alla caviglia e ricoverata al pronto soccorso dell’ospedale di Oderzo (TV). In questo caso il cacciatore non è stato identificato perché fuggito.

“Si apparta per un bisogno: impallinato. Momenti di panico. Il ferito trasportato a Treviso in elicottero ora è fuori pericolo”: è il titolo di un articolo del Gazzettino di Treviso relativo ad un episodio di domenica 11 ottobre 2015, verificatosi a Nervesa della Battaglia (TV), che ha visto un anziano cercatore di funghi ferito e trasportato in elicottero al pronto soccorso dell’ospedale di Treviso.

“Forte mal di testa, gli trovano un pallino in testa: è giallo”. (Oggi Treviso del 14 ottobre 2015). Un ragazzo di 17 anni di Colfosco di Susegana (TV) denuncia un ferimento dovuto ad un pallino di piombo di provenienza non accertata, avvenuto domenica 11 settembre 2015.
Il colpevole non è stato identificato.

“Cacciatore spara nel parco della scuola”. Così riporta la Tribuna di Treviso dell’11 ottobre 2015. Si tratta del caso di un cacciatore che ha sparato nel cortile della scuola media di Villorba, abbattendo sotto gli occhi dei bambini una fagiana. Il cacciatore è scappato e rimasto impunito.

“Fucile puntato contro i ragazzi down. Cacciatore: «Andate via o vi sparo» (Il Gazzettino, 22 settembre 2015) A Mareno di Piave (TV), durante la manifestazione ‘Diversamente Tipico’, un cacciatore ha minacciato dei ragazzi down puntandogli il fucile. Il cacciatore non è stato identificato.

“Pallini da caccia sulle pareti di casa, è protesta”. La Nuova Venezia del 22 settembre 2015 riporta le denunce di residenti di Dogaletto e Giare (VE) per i pallini conficcati nelle case e nelle auto. I cacciatori non sono stati identificati.

“Un colpo di fucile e il cavallo si imbizzarrisce: paura per una 13enne”. Il Gazzettino di Belluno del 27 settembre 2015 racconta di un episodio accaduto a Mel: una ragazza cade da cavallo a causa di uno sparo esploso nelle vicinanze da un cacciatore. La ragazza è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale di Feltre con un’autoambulanza. Nessuna identificazione.

“Pallini da caccia bucano una piscina gonfiabile”. La Nuova Venezia del 25 settembre 2015 registra il caso verificatosi a Millepertiche di Musile. Una tragedia sfiorata solo perché in quel momento i bambini non giocavano nella piscina. I cacciatori non sono stati identificati.

Spari ravvicinati a cittadini a cavallo. Il fatto è accaduto a Monteforte d’Alpone (VR) il 20 settembre 2015. Gli spari, esplosi a meno di 100 metri, nonostante fosse segnalata la presenza dei cavalli, hanno spaventato gli animali, con potenziali reazioni che avrebbero potuto mettere in pericolo le persone. I cacciatori non sono stati identificati.

Spari in zona industriale e a venti metri dalle abitazioni. Il fatto è accaduto domenica 18 ottobre 2015 ad Arcade (TV) in zona industriale dove alcuni cacciatori hanno sparato a circa 20 metri dalle abitazioni. I cacciatori non sono stati identificati.

Il 22 dicembre 2015, rispondendo all’interrogazione-denuncia dei tre consiglieri, l’assessore regionale leghista, Giuseppe Pan, se la cavò pilatescamente.
Questo il resoconto d’aula: “Questa è una interrogazione che mi ha fatto molto riflettere prima di dare degli spunti tecnici sulla caccia in generale, perché effettivamente queste preoccupazioni ci sono. Avevo anche individuato personalmente due o tre strade, una era anche quella “aboliamo tutta questa attività” però penso che anche il Presidente non sarebbe d’accordo; oppure si ragionava sul fornire ai cacciatori un corredo antiproiettile, degli elmetti o cose del genere, visto che si impallinano tra di loro oppure succedono questi fatti. Il problema della convivenza tra questa passione, questa tradizione e i rischi che possono incorrere c’è sempre stato, diciamo che anche le riprese giornalistiche a volte sfruttano situazioni di questo genere per far rumore dove magari rumore non c’è. Comunque, rispondendo al Consigliere, mi sembra che da questo punto di vista il tema della prevenzione dei rischi per l’uso delle armi sia normato da tutta una serie di leggi che non sto qui neanche a ripetere”.

cacciatori-venetoA distanza di un anno non solo arriva la conferma che chi governa il Veneto se ne lava bellamente le mani dei cittadini impallinati che rischiano la vita. Si va oltre: il Veneto rende ancora più intoccabili i già intoccabili cacciatori.

  4 comments for “Veneto: cacciatori intoccabili, cittadini impallinati. Gli spari senza colpevoli.

  1. omero
    14 gennaio 2017 alle 21:08

    ma i Cittadini tutti , amanti della natura e degli Animali che sono la stragrande maggioranza, si ricorderanno quando la prossima volta saranno nella cabina elettorale di questo ulteriore scempio in loro danno perpetrato da questa Politica agonica..? speriamo di si…una volta per tutte..!!

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  2. Otello
    16 gennaio 2017 alle 9:03

    Non sono d’accordo
    Per colpa di qualcuno non si può’ vietare una passione ed uno sport che nonostante qualcuno non lo capisca , tutela l’ambiente.
    A quelli del pd ricordo che l’equazione per un cacciatore delinquentev allora eliminiamo la caccia , corrisponde per un migrante delinquente eliminiamo la migrazione

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    • 16 gennaio 2017 alle 14:25

      (Arv) Venezia 16 gen. 2017 – “Pronto un Progetto di legge, che verrà presentato nei prossimi giorni in Consiglio regionale del Veneto, che prevede le stesse sanzioni amministrative (da 600 a 3.600 euro ) per i bracconieri che sparano nelle vicinanze delle abitazioni, equiparando queste sanzioni a quelle appena approvate dal Consiglio regionale del Veneto per chi vuole impedire intenzionalmente l’esercizio della caccia e della pesca”. Lo annuncia in una sua nota il Sergio Berlato, Presidente della terza Commissione permanente del Consiglio regionale e Coordinatore regionale di Fratelli d’Italia-AN. “La legge statale 157/92 prevede il divieto per il cacciatore di esercitare l’attività venatoria ad una distanza inferiore a cento metri dalle abitazioni. Dal momento che ci sono alcuni bracconieri che, non rispettando la legge, si permettono di andare a sparare nelle vicinanze delle abitazioni, azione che non è solo illegale ma che produce anche un impatto fortemente negativo per l’opinione pubblica, riteniamo di doverli sanzionare pesantemente e nello stesso modo in cui abbiamo appena deciso di sanzionare coloro che vogliono intenzionalmente impedire l’esercizio di attività lecite come la caccia e la pesca”. “Equiparare i bracconieri ai cacciatori – ha commentato Sergio Berlato – è come equiparare i pirati della strada agli automobilisti. Non perché ci sono alcuni bracconieri che non rispettano le leggi dobbiamo pensare di vietare ai cacciatori il loro sacrosanto diritto di esercitare, nel rispetto della legge, l’attività venatoria e non perché ci sono alcuni pirati della strada che non rispettano il codice della strada dobbiamo pensare di impedire agli automobilisti il diritto di usare l’automobile. Siccome troppo spesso qualcuno vuole confondere ad arte i bracconieri con i cacciatori ed i pirati della strada con gli automobilisti per fare di tutta l’erba un fascio – conclude il presidente Berlato – riteniamo di dover fare netta distinzione tra i soggetti in questione e punire pesantemente chi, con il proprio deprecabile comportamento, danneggia l’immagine di un’intera categoria”.

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  3. 17 gennaio 2017 alle 8:51

    La vedo semplice, dotare i fucili di dispositivo gps. Succede un incidente come quelli sopra descritti? con il gps si risale ai cacciatori in zona a quell’ora e l’indagine è più semplice. Non risultano fucili con gps in zona? Allora è bracconaggio e le indagini devono esser ancora più accurate

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