Sorpasso e decollo M5S. Il fortino di Renzi restringe i confini del PD.

Nel giorno in cui il più importante quotidiano del Paese mette in stampa i risultati del sondaggio che sancisce il consenso senza precedenti del M5S (32,3%) e il precipitare del PD ormai quasi a livelli da Bersani 2013 (26,8%), l’uomo solo al comando Renzi decide di impartire al padre-padrone Grillo una lezione di democrazia.

Consolidati o meno che siano, i 5,5 punti di distacco elaborati da Ipsos (ma il sorpasso è comunque un dato comune in diverse rilevazioni), vengono legittimamente evidenziati dal Corriere della Sera come fatto politico di portata assoluta, e provocano in Matteo Renzi una reazione che, sfruttando il congresso PD, prende corpo con queste parole:

“Da Bagnacavallo a San Giorgio a Colonica, da Volpago di Treviso fino a Carpi, da San Martino in Rio che è in provincia di Reggio Emilia fino al circolo Pd di San Paolo del Brasile ieri i primi circoli si sono espressi. Noi non facciamo i convegni sulla democrazia per poi affidarci al sacro Blog. Noi pratichiamo la democrazia. Quello di Grillo è un sistema fantastico. Sostanzialmente lui dice: Noi amiamo la democrazia. Amiamo talmente tanto la democrazia che se vince quello che piace a noi bene, se vince quello che a noi non piace si rivota un’altra volta espellendo il candidato sgradito”.

Questo nuovo sfogo via eNews (il secondo contro Grillo, dopo la commovente difesa del padre indagato dagli attacchi pentastellati) fa abbastanza sorridere, se si pensa che la leva cruciale della recente scissione dal PD è stata proprio quella della gestione padronale di Renzi, lontana anni luce da quel modello di partito plurale che doveva essere il PD.

Lui però di questo non se ne cura: esprime ‘solidarietà ai militanti Cinque Stelle eletti e cacciati da Grillo’ citando le recenti vicende delle comunarie a Genova e Monza. E ribadisce, in stile leaderistico, la necessità del doppio ruolo segretario-premier, “previsione statutaria del PD ma anche consuetudine di tutti gli altri Paesi Europei. Domenica scorsa Martin Schulz è stato eletto leader dei socialdemocratici tedeschi con l’obiettivo di contendere la leadership alla Merkel, che è a sua volta capo della CDU. Stessa cosa accade nel Regno Unito o in Spagna o in tutte le principali democrazie mondiali. Così, giusto per la precisione”.

Giusto per la precisione, nella lezione di democrazia di Renzi non resta traccia del tema di fondo che è sotto gli occhi di tutti: perché, al di là dell’esatta entità del distacco, il M5S decolla e il PD precipita? Perché il disastro amministrativo di Virginia Raggi a Roma, le inchieste che gravitano sulla sua amministrazione, le firme false nelle liste dei grillini palermitani, le operazioni dittatoriali di Grillo nelle scelte dei candidati alle amministrative, la solidarietà incondizionata con i tassisti fedeli al saluto romano, le dichiarazioni dei suoi esponenti al limite della sollecitazione eversiva, non scalfiscono e, anzi, spingono avanti i Cinque Stelle?

sorpasso M5S

E’ evidente che il peso di queste vicende venga percepito come infinitamente minore e di diversa natura rispetto alla galleria degli errori che soprattutto in queste settimane il PD ha saputo inanellare. E tutto riconduce ad un’immagine: la difesa del potere ad oltranza. Un potere, quello renziano, che di fatto è stato compromesso con la sconfitta referendaria del 4 dicembre. La scelta di Renzi di non lasciare la politica, come aveva promesso, ma anzi di rilanciare il suo ruolo, ora riduce l’immagine di tutto il PD ad un fortino.

Come fortino è stata largamente interpretata la due-giorni di voto al Senato, dove (grazie al non voto di Forza Italia e al sostegno dei sodali del condannato Denis Verdini) viene prima respinta la mozione di sfiducia (ovviamente M5S) al ministro Lotti, indagato nell’inchiesta Consip. E dove il giorno dopo viene salvato dalla decadenza il forzista Augusto Minzolini, condannato in Cassazione per peculato ma beneficiato, in un nuovo quarto grado di giudizio, dai parlamentari. Tra cui 19 dem che, in barba alla legge Severino, hanno giustificato il tutto nella convinzione che i 65 mila euro sottratti dall’ex direttore del Tg1 alla Rai siano il frutto della persecuzione politica di un magistrato che per 13 anni ha fatto il parlamentare di centrosinistra.

Come fortino è stato largamente letto il ‘caso voucher’ con la decisione del governo di cancellarli tout court per evitare un nuovo referendum, già fissato per il 28 maggio, che avrebbe potuto rappresentare un colpo di grazia per Renzi e per il PD, per giunta alla vigilia immediata di una tornata amministrativa che si presenta già da sola complicata. Peccato resti ora aperta una voragine che favorirà ulteriormente il lavoro nero e lo sfruttamento.

Non per ultima, anche la partita delle nomine di vertice ai ‘colossi’ di Stato, ha riproposto l’idea del fortino dai confini ritrettissimi. Velenosissimo in questo senso lo scissionista Roberto Speranza che parla di nomine avvenute “nel raggio di venti chilometri tracciati a compasso tra Rignano, Arezzo e la sede della Fondazione Open”. L’elenco è oggettivamente impressionante, da Toscana caput mundi. O über alles, tanto per rendere omaggio a Martin Schulz.

Al di là delle primarie in corso, da Bagnacavallo a San Paolo del Brasile, Renzi appare sempre più come l’elemento restringente di ogni confine del PD. La difesa del suo potere rende tutto il PD ostaggio di questa immagine da fortino e restringe i confini del consenso nazionale. E’ questo stesso fortino del potere ad essere percepito come restringimento democratico, molto di più rispetto alla tendenza autoritaria di un potere che nel caso di Grillo e del M5S non ha ancora conquistato le leve di comando del Paese ma è ancora ristretto alla gestione privatistica del movimento.

Questa differenza è essenziale. Continuare a darvi risposta con un corpo a corpo e con lezioni di democrazia senza fondamento potrebbe consolidare le dimensioni di un sorpasso che è già realtà.

  1 comment for “Sorpasso e decollo M5S. Il fortino di Renzi restringe i confini del PD.

  1. 24 marzo 2017 alle 9:43

    L’ha ribloggato su transiberiani.

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