Vaccini e politica. Strumentalizzazioni e propaganda per conquistare credibilità.

ritiro-vacciniNella stagione dello scontro epocale, scatenato dal web, tra verità e notizie false, la politica italiana ha trovato nei vaccini uno dei terreni privilegiati di battaglia. Dopo che per decenni i portatori insani del virus del malaffare in politica hanno abusato della sanità per spartire potere, per lottizzare e per drenare illegalmente denaro, ora il mondo politico punta dritto su uno dei temi più delicati che attingono alla salute pubblica. Con l’obiettivo evidente di conquistare fiducia, credibilità e nuova verginità.

Lo scontro cronico PD-M5S sta vivendo attorno alle vaccinazioni una delle pagine più cruente, pari solo a quelle che si registrano sul fronte della giustizia. Un combattimento da trincea che non ammette sfumature.

Da un lato i pentastellati spingono sul tasto della diffidenza, cercando di sfruttare i giacimenti di sfiducia generale nei confronti di tutto ciò che è istituzionale, ufficiale, governativo. Una strategia che quando va a toccare la questione vaccini alimenta l’anima complottista, la ribellione contro le industrie farmaceutiche, la resistenza ad ogni voce autorevole, considerata come parte integrante di lobbies ed establishment che non hanno a cuore le vite umane ma solo gli interessi che si consumano sulla pelle delle persone.

E’ in questo diffuso retaggio di diffidenza, provocato dalla stessa malapolitica, che il M5S mette nel mirino del dubbio le vaccinazioni ed alza il tiro della propria natura di movimento dall’onestà e dal rigore senza ombra di dubbio.

Dall’altra parte il fronte renziano del PD ha scelto di sfruttare i vaccini per sferrare un’offensiva nei confronti dei rivali al governo del Paese. Essenzialmente puntando l’indice sull’equazione M5S=Fake news: falsi, bugiardi e dunque inattendibili come forza di governo.

Matteo Renzi, e assieme a lui altri esponenti protagonisti di bugie politiche colossali o veniali, giocano molte delle loro carte sui vaccini per riappropriarsi di una verginità. I vaccini diventano l’antidoto per cancellare il ‘se perdo il referendum mi ritiro dalla politica’ o far dimenticare il viaggio in India di Alessandra Moretti (non a caso molto impegnata sul fronte), spacciato per malattia.

Propagandare i vaccini, mettendosi preferibilmente in scia del nuovo guru Roberto Burioni, corrisponde a propagandare se stessi, a gonfiare la propria immagine politica. Dotandola di Verità comprovata a livello scientifico. Rendendola dunque incontestabile, affidabile per il governo del Paese.

In questa guerra da trincea la politica non cambia sostanzialmente volto rispetto al passato. Se il malaffare che si nutre di sanità è lo scalino più alto della vergogna politica, la strumentalizzazione politica sui vaccini cui stiamo assistendo in questa fase non deve apparire come male minore. Perché replica un sistema che non ha come obiettivo quello di tutelare i cittadini ma solo di giocare sulla pelle delle loro impressioni epidermiche, nella speranza di andare all’incasso del loro consenso.

Col rischio che alla fine di questo scontro politico integralista tra vero e falso, il responso popolare sia quello di considerare ulteriormente tutta la politica come un’unica, inguaribile fake news. Di fronte alla quale non esiste ancora un valido vaccino.

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