La spiaggia fascista. Radio Padova offre il megafono a Gianni Scarpa: vince l’onda popolar-autoritaria.

Giusto un mese fa era salito agli onori delle cronache e delle polemiche per la sua spiaggia fascista, la Playa Punta Canna di Sottomarina, allestita come una piccola oasi mussoliniana nella quale poter respirare l’ordine e la pulizia di regime oltre che ascoltare i comizi del gestore via altoparlante. Un repertorio innocuo, composto di prediche sulla necessità dello sterminio dei tossicodipendenti, teorie sulla bontà delle manganellate e un promemoria per tutti: ‘A me la democrazia mi fa schifo. Io sono totalmente antidemocratico e sono per il regime’.
Dopo quella bufera nazionale Gianni Scarpa è finito sotto indagine della Procura di Venezia, per apologia di fascismo. Ma si tratta di un dettaglio noioso.

Perché uno come Gianni Scarpa va preso per quello che è: roba da operetta, folklore, goliardia allo stato puro, innocente e inconsapevole nostalgico dell’olio di ricino con uno sguardo commosso alle camere a gas. A uno così, che gli devi fare? Dai, siamo seri.
E infatti è proprio questo che devono aver pensato a Radio Padova, emittente che da un paio di giorni ospita Scarpa all’interno del programma Morning Show. Sarà così fino a fine agosto, per un’operazione che è uno spernacchione bello e buono alla magistratura (voi smantellate la spiaggia fascista? E noi la spiaggia ‘fassista’ la rilanciamo via etere) nella speranza di dar voce e rafforzare l’onda dei fans di Gianni e della stessa radio padovana.

Gottardo Scarpa

Tra i protagonisti dell’inserto balneare Alberto Gottardo, speaker, blogger e qualche anno fa portavoce del sindaco reggente di Padova, Ivo Rossi, appartenente al Partito Democratico. Dunque, ogni mattina verranno proposti collegamenti diretti dalla spiaggia: Gottardo lancerà gli assist e Scarpa potrà sparare le sue opinioni sui vari temi di attualità. In fin dei conti, dichiara il giornalista al Mattino di Padova, “è una goliardata, un’operazione verità. Si tratta di una vicenda semiseria. Si fa presto a dire fascista, ma lui è una persona che ragiona per schemi semplici, molti dei quali si scontrano con i dettami mussoliniani. Io, ho sempre prediletto le persone intellettualmente oneste”.

Per Gottardo “in fondo, fare cronaca radiofonica e portare a termine un’indagine della magistratura è la stessa cosa: raccontare quello che si vede. Scarpa ha le idee un po’ confuse, ma molte sue affermazioni sono condivisibili”. Il predicatore intanto, nella prima ospitata, ha già messo le cose in chiaro: “i borseggiatori li manganellerei sui denti”.

Con questo epilogo, tralasciando gli esiti dell’indagine della magistratura spernacchiata, la vicenda di Gianni Scarpa è già scritta. Su tutto vince lo show caricaturale. Quello che, con la complicità di chi fa informazione, mette sul piedistallo ed offre un megafono a questo ambasciatore di idiozie, nobilitate dalla natura genuina e folcloristica. E’ un epilogo grottesco, che esalta il grottesco, puntando a far scivolare nel ridicolo quanti si sono indignati per la spiaggia fascista. Considerati loro come minus habens, incapaci di distinguere tra il serio e il faceto, tra fascismo e ‘fassismo’ da spiaggia.

Vince così tutto ciò che annichilisce ogni resistenza al diffondersi, grottesco o meno che sia, di una cultura popolare che considera la violenza e il pugno autoritario come forze necessarie e positive, funzionali al fare ordine e pulizia. Vince il sintonizzarsi su queste onde, da gonfiare per bene di prima mattina senza curarsi del tramonto di ogni ragione.

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